ConnectionFunnel®: rielaborazione del sales funnel in chiave operativa. 

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Il web marketing è una scienza, non un'accozzaglia di strumenti!

Il ConnectionFunnel® rappresenta in sintesi un modello strategico, un "Sistema di lavoro" frutto di dieci anni di esperienza, lavoro, sudore, errori, risultati, fallimenti, successi miei e di Manuel Faè nell’ambito del Web Marketing. Proprio per questo è un marchio registrato.

1. I 3 problemi

In diversi anni di attività nell’ambito del web marketing abbiamo individuato 3 “problemi ricorrenti” (o semplici constatazioni) che si presentano in un gran numero di casi di promozione online:
  • Non è chiaro come (davvero) la gente acquista online e in particolare i numerosi fattori che influenzano direttamente o indirettamente le scelte. Capita spesso che chi acquista sul tuo sito, vi acceda direttamente o cercando semplicemente su Google il nome del sito stesso. Ciò vuol dire che chi acquista ti conosce già! E’ quindi necessario chiedersi cosa è accaduto prima (online e… offline).
  • L’abbandono. In qualunque sito web chi acquista (o compie altre azioni) è in netta minoranza rispetto a chi abbandona il sito senza compiere alcuna azione. Questo è un dato di fatto. Anche chi non compie azioni ha mostrato interesse per l’argomento del sito (se non è un bot) semplicemente decidendo di visitarlo. Questi visitatori hanno un valore inestimabile e più avanti capiremo perché.
  • Dopo quanto tempo la gente acquista? Ovvero quanto tempo passa dalla prima volta che il potenziale cliente ha visitato il nostro sito o profilo social fino alla decisione di acquistare un servizio/prodotto? Sarebbe bello che il cliente acquisti immediatamente, ma come vedremo potrebbero passare mesi… ed è molto difficile che i più diffusi software di analisi possano fornirci dati certi al 100%.
L’obiettivo del ConnectionFunnel® non è offrire una soluzione a questi problemi, ma PREVENIRLI e, se possibile, ANNULLARNE o RIDURNE GLI EFFETTI.

L’obiettivo del ConnectionFunnel® è decriptare i reali processi decisionali dei clienti in maniera tale da strutturare strategie di web marketing che siano in grado di simularli.

Nei prossimi paragrafi analizzeremo più nel dettaglio i 3 problemi e spiegheremo come il ConnectionFunnel® ci aiuta a prevenirli.

2. Il “Sales Funnel”

Prima di parlare del ConnectionFunnel®, è opportuno spiegare in cosa consiste il più generico Sales Funnel, ovvero Processo di Vendita/Conversione.

Potremmo definire il processo di vendita come il percorso che porta il potenziale cliente dalla conoscenza del marchio/prodotto/azienda fino all’acquisto. In questo percorso la fiducia ricopre ovviamente un ruolo fondamentale.

In tanti hanno elaborato un Sales Funnel personalizzato e quasi tutti si basano sostanzialmente sul modello A.I.D.A. ( http://en.wikipedia.org/wiki/AIDA_(marketing) ).



In sintesi, in base a questo modello, per portare il cliente ad acquistare è prima necessario:
  1. Attirare la sua attenzione (ad esempio con uno spot pubblicitario o una inserzione).
  2. Generare interesse per il prodotto/servizio offerto, ad esempio mostrandone i benefici.
  3. Dimostrare che il prodotto/servizio soddisfa le sue esigenze, risolve i suoi problemi.
  4. Invitare all’acquisto (o favorire altra azione)
Il processo di vendita viene di solito raffigurato come un “imbuto rovesciato” perché durante il processo si verifica in maniera naturale una emorragia di utenza. In altre parole, solo alcune delle persone di cui si è destata l’attenzione mostreranno successivamente interesse. Non tutti quelli che mostrano interesse desidereranno il prodotto. Non tutti quelli che desidereranno il prodotto, lo acquisteranno.

E’ ovvio che non tutti i potenziali clienti, che intercetti con i tuoi messaggi pubblicitari o altre iniziative, acquisteranno il prodotto.

Non esistono percentuali fisse di abbandono del funnel, poiché i fattori che ne influenzano il successo sono molteplici.

Se ad esempio profiliamo il nostro messaggio pubblicitario in modo tale da raggiungere solo persone potenzialmente interessate a ciò che offriamo, probabilmente la percentuale di abbandono sarà inferiore rispetto all’invio di un messaggio spam ad un target generico e disinteressato.

3. Prima di tutto: l’analisi delle conversioni

Se già tracci le conversioni (vendite, registrazioni, etc.) sul tuo sito, questo paragrafo non ti interessa (puoi passare al prossimo).

Qualunque attività tu faccia online devi comprendere innanzitutto che:

  1. La “conversione” è l’azione che il visitatore compie sul tuo sito. Può trattarsi di un acquisto, iscrizione alla newsletter, registrazione al forum, compilazione di un modulo richiesta informazioni, etc.
  2. Il “tasso di conversione” è il rapporto tra quanti compiono un’azione (quindi conversione) rispetto al totale dei visitatori. Se su 100 visitatori 1 acquista, il tasso di conversione è del 1%.
  3. L’analisi ti permette di associare determinati tassi di conversione alle differenti fonti di traffico del tuo sito. Puoi farti un’idea (seppur “di massima”…) delle fonti di traffico che si rivelano maggiormente efficaci per il tuo caso specifico. Potremmo considerare fonti di traffico motori di ricerca, social network, altri siti e blog, forum, etc.
  4. L’analisi più approfondita ti permette di andare OLTRE “l’ultima fonte di traffico” (immagine sopra) e studiare l’intero processo/funnel di conversione degli utenti e cioè dalla prima volta che il potenziale cliente è atterrato sul tuo sito (cioè quando hai destato l’attenzione o suscitato interesse), fino all’ultimo accesso prima dell’acquisto (conversione).


Potresti scoprire che, anche se la conversione è direttamente associata ad una ricerca su Google (ricerca organica), in realtà l’utente ha visitato il tuo sito diverse volte accedendo da fonti differenti, come ad esempio il social network, e la prima volta che ha visitato il tuo sito ha cliccato su un link presente su un sito esterno (referral) come ad esempio un blog che ha recensito la tua azienda/attività.

Molte aziende utilizzano Google Analytics per monitorare il sito, ma non hanno impostato alcun obiettivo. Ciò vuol dire che non tracciano le conversioni ed i relativi funnel.

In altre parole, molte aziende sanno che il loro sito produce conversioni ma non sanno come, quando, perché e per effetto di quali strategie, azioni, etc.

ATTENZIONE, per fare web marketing con un minimo di cognizione di causa non puoi fare a meno di analizzare costantemente. Non esiste SEO, Social, Banner, Landing page, Newsletter che abbiano senso senza analisi.

Cosa devi fare subito e prima di ogni altra cosa?

Devi chiedere al tuo webmaster di impostare immediatamente gli obiettivi su Google Analytics. Devi impostare un obiettivo per ogni differente tipologia di conversione.

Esempio:
Obiettivo 1 - acquisto;
Obiettivo 2 - iscrizione newsletter, etc.

In seguito fatti spiegare come consultare Google Analytics al fine di analizzare i tassi di conversione e i relativi processi. Col tempo ti renderai conto del reale valore delle informazioni ottenute in questo modo.

Se già usi Google Analytics puoi impostare tu stesso gli obiettivi. La procedura è semplicissima ed è spiegata qui: http://support.google.com/googleanalytics/bin/answer.py?hl=it&answer=55515

4. Come Acquista (DAVVERO) la gente?

Probabilmente non ti hanno mai detto che i processi di acquisto sono influenzati da numerosi fattori tra cui “anche” i social network, oppure eventi offline.



A tal proposito Google afferma:

These days, the customer journey has grown more complex. Before making an online purchase decision, a customer may engage with your brand through many different media channels over several days.

Fonte: http://www.google.com/think/tools/customer-journey-to-online-purchase.html

Ci piacerebbe credere (e qualcuno ama farti credere, forse perché a sua volta “non sa”) che ad ogni diversa azione di marketing segua sempre e solo un effetto “diretto”. Ci piacerebbe credere che posizionare il nostro sito per le parole “vendita pentole” ci permetterà di intercettare chi cerca “vendita pentole” su Google che, atterrato sul nostro sito, acquisterà immediatamente uno dei nostri prodotti.



Spesso accade proprio questo, ma in altre occasioni il processo d’acquisto del cliente è molto più lungo, complesso ed influenzato da diversi fattori (e siti web…) online e offline. Ciò dipende dal tipo di cliente… alcuni sono acquirenti impulsivi, altri hanno bisogno di fidarsi, altri ancora di acquisire maggiori informazioni e chiedere agli amici. Dipende anche dal tipo di prodotto/servizio da noi offerto. Siamo indubbiamente tutti diversi.

Alcuni clienti, prima di acquistare, potrebbero visitare decine di volte il nostro sito, accedendo da molteplici differenti “fonti di traffico”. Esempio:



Come acquistano i TUOI clienti? Di quanto TEMPO ed informazioni hanno bisogno? Adotta una visione “più ampia”…

Se operi online con un sito web finalizzato alla vendita di prodotti e/o l’acquisizione contatti stai probabilmente “tracciando le conversioni” con un software di analisi (come Google Analytics).

Se stai tracciando le conversioni tramite Google Analytics, individua nel menù a sinistra la voce “Conversioni” e seleziona in seguito “Canalizzazioni Multicanale” e “Principali percorsi di Conversione”. Vedrai immagini simili a quelle presenti in questo paragrafo. Ti suggeriamo di selezionare un periodo di tempo abbastanza ampio e dare un’occhiata veloce all’intera lista dei processi.

NOTA BENE: ricorda che tra le fonti di traffico dei diversi processi troverai soprattutto quelle su cui hai investito fino ad oggi.

Se quindi non fai email marketing, probabilmente nessuno dei processi fino ad oggi è stato influenzato dalla fonte “email”. Se non fai nulla su Facebook e altri social, probabilmente non li troverai tra le fonti di traffico dei percorsi di conversione. Se non usi Google Adwords, non leggerai tra le fonti la voce “pubblicità a pagamento”. E’ quindi ovvio che, per capire cosa funziona, è necessario pur sempre “provare”. Solo testando prima, e analizzando in seguito, potrai scoprire cosa fa al caso tuo.

Come abbiamo già detto, non può esistere una buona strategia che non sia preceduta da un’attenta analisi. E’ questo il motivo per cui, quando investi il tuo denaro dovresti capire cosa ti conviene di più, chi sono i tuoi potenziali clienti, come acquistano, di quanto tempo e informazioni necessitano.

Approfondendo l’analisi (delle parole chiave) potresti anche scoprire che gran parte delle conversioni del sito sono direttamente associate alle ricerche di parole chiave che rappresentano il tuo “brand”. In altre parole la gente che “acquista” cerca su Google direttamente il tuo nome, o il nome delle tua azienda.

Quando la maggior parte delle conversioni sono associate alla ricerca del tuo nome, è molto probabile che il tuo sito riceva anche parecchie “visite dirette” che si trasformano in vendite/conversioni.

Se questo è anche il tuo caso, DEVI necessariamente chiederti cosa sta accadendo.

E’ il tuo caso?

Se dopo un’attenta analisi ti rendi conto che…
  • La maggior parte delle conversioni associate ai motori di ricerca in realtà sono effetto della ricerca del tuo nome/brand,
  • Molte conversioni sono effetto di “visite dirette” al sito,
  • Alcuni dei processi di conversione si presentano lunghi e articolati. La gente prima di acquistare torna spesso sul sito accedendo da fonti differenti,
… potresti ipotizzare che chi converte in realtà “GIA’ TI CONOSCE”, si fida, ha acquisito informazioni su di te, ha chiesto agli amici, ti ha visto in TV, etc.

Tra i processi puoi quindi trovare esempi di questo tipo (o anche meno complessi):



In un simile scenario “sembra” che tu non abbia compiuto alcuna particolare azione per invogliare il cliente a tornare diverse volte sul tuo sito. Sembra infatti che il cliente sia tornato più volte di sua spontanea volontà (o quasi). Il cliente ha cliccato su un link presente su un altro sito, ha cercato su Google una parola che l’ha portato al tuo sito, ha effettuato visite dirette.

Chiediti ora quanti potenziali clienti, seppur interessati a ciò che fai e vendi, sono tornati sul tuo sito di propria spontanea volontà e quanti invece dopo la prima visita ti hanno inesorabilmente dimenticato.

Per questo semplice motivo, se ti rendi conto che gran parte delle conversioni sul sito sono effettuate da chi in qualche modo “già ti conosce”, devi fare in modo tale da STABILIRE UNA CONNESSIONE CON CHI PER LA PRIMA VOLTA VISITA IL SITO (o un profilo social).

Se riesci a far connettere a te chi visita per la prima volta il sito, perché interessato ai prodotti/servizi che offri, potrai in seguito contattarlo direttamente ed incentivarlo a tornare sul sito. Potrai quindi prenderlo per mano e “accompagnarlo gradualmente” fino alla conversione.

In altre parole, invece di concentrare i tuoi sforzi solo sull’ultima fonte di traffico, che rappresenta SOLO il termine del processo d’acquisto (Ricordalo!), poni maggior attenzione all’intero processo, cercando di connetterti al potenziale cliente proprio quando mostra interesse (cioè durante le “prime visite”) e favorendo ATTIVAMENTE le visite successive!



Ed è proprio sulla connessione che si basa il ConnectionFunnel®.

4. Chi ABBANDONA il sito è più importante di chi compie un’azione

Se possiedi un qualunque genere di sito web, finalizzato al raggiungimento di un determinato obiettivo (es. vendita, contatti clienti, etc.), sai probabilmente che gran parte dei visitatori del tuo sito non fanno ciò che ti aspetti facciano. Se utilizzi un programma di monitoraggio e analisi del sito, sai che gran parte dei visitatori vanno via senza compiere alcuna azione, come acquistare un prodotto, registrarsi, lasciare un commento, compilare un form, etc. In altre parole la gente abbandona il sito.

La cosa su cui riflettiamo ormai da anni è che nella migliore delle ipotesi il tasso di conversione* di una landing page, finalizzata all’acquisizione contatti, non supera il 30/40%. Il tasso di conversione degli e-commerce nella migliore delle ipotesi non supera il 3/4%.

Anche quando creiamo una campagna di acquisizione email (list building), utilizzando una sola pagina (detta anche squeeze page) nella quale regaliamo una risorsa (in cambio dell’email), il tasso di conversione non si avvicina al 100%.

Ovviamente gli esempi riguardano casi limite, ma sono tutti accomunati dalla semplice ma universale realtà che c’è sempre tanta gente che abbandona il sito web.

Nota bene: Si tratta di esempi. Se mi dirai che il tuo sito converte più del nn% dimostri che non hai capito nulla, oltre a rompermi seriamente le balle.

Chi va via ti interessa più di chi rimane e compie un’azione, perché rappresenta comunque quella parte di navigatori che, essendo giunti sul tuo sito, probabilmente erano interessati a ciò che offri, ma in quel momento hanno preferito attendere e chiedere consiglio a un amico o andavano di fretta (solo per esempio).

Anche il problema dell’abbandono può essere arginato adottando una strategia che miri a stabilire connessioni con gran parte dei visitatori del sito. Se un visitatore non acquista (azione molto impegnativa), potrebbe esser interessato all’argomento del sito e quindi, durante le prime visite, esser più propenso ad iscriversi ad una semplice newsletter (azione poco impegnativa).

Hai quindi trasformato un potenziale abbandono del sito in una connessione. Puoi riportare sul sito il potenziale cliente che altrimenti lo avrebbe abbandonato senza tornarci in seguito.

Ciò vuol dire anche MASSIMIZZARE i ritorni degli investimenti che riguardano l’intercettazione di visitatori tramite motori di ricerca e social network (per intenderci, i costi dei “pay per click”).

Se un click pagato 1 euro produce una visita al nostro sito e un successivo abbandono, è molto probabile che quell’euro produca un ritorno pari a zero.

Se un click pagato 1 euro produce una visita al nostro sito e, prima dell’abbandono, stabiliamo una connessione con il visitatore, è probabile che quell’euro produca un ritorno a medio termine (se siamo in grado di gestire in maniera efficace il contatto col potenziale cliente).

5. Dopo quanto TEMPO la gente acquista?

L’area amministrazione del sito Friendstrategy.it dispone di tool (realizzato ad hoc) che risponde alla domanda:

Quanto tempo è passato dall’iscrizione alla newsletter fino al primo acquisto?

Il sistema funziona quando l’indirizzo email utilizzato per l’iscrizione alla newsletter è lo stesso della registrazione finalizzata all’acquisto. Il sistema non effettua “stime” e non si basa sulla registrazione di “cookie”. Il sistema è affidabile proprio perché, incrociando date ed indirizzi email, si basa su dati CERTI.

Anche se in tanti clienti non utilizzano la stessa email per newsletter e acquisto, è necessario farsi un’idea di massima basata su dati certi (anche se parziali).

Ti mostro di seguito parte del tool di cui sopra.



L’immagine si commenti da sola.

A proposito di tipologie di clienti, puoi notare come alcuni acquistano subito dopo essersi iscritti alla newsletter (0 giorni) ed altri invece dopo mesi (o dopo più di 1 anno!!!). Come possiamo pensare di poter trattare tutti i potenziali clienti allo stesso modo?

Ciò che desidero tu comprenda subito, è che devi necessariamente sapere con quale tipologia di cliente hai a che fare, quali modalità di acquisto utilizza, quanto tempo impiega a decidere di acquistare, di quante informazioni necessità e se, e quanto, ha bisogno di fidarsi.

Dovresti conoscere molto bene i clienti a prescindere da Facebook, Google, Twitter, Youtube etc. Conoscere bene i clienti ti spianerà la strada verso la progettazione di qualunque strategia. Se invece non conosci i tuoi clienti, anche utilizzando i migliori mezzi, difficilmente otterrai i massimi benefici.

Anche chi cerca su Google ed atterra oggi sul tuo sito, potrebbe diventare cliente dopo mesi. Devi scoprirlo.

Se è necessario, ed il tipo di attività lo permette, chiedi informazioni ai clienti stessi attraverso qualunque mezzo (telefono, fax, email, questionario) e incentivali a risponderti. Per te queste informazioni valgono oro.

Se sai già che gran parte dei tuoi clienti ha bisogno di tempo, per fidarsi, per chiedere maggiori informazioni, per pensarci con più calma, allora è opportuno tu stabilisca con loro una connessione.

NOTA BENE: Anche utilizzando Google Analytics non potrai ottenere dati certi in merito ai “tempi d’acquisto” poichè Google per misurarli utilizza i cookie (una sorta di piccoli file salvati nel tuo browser) che un utente potrebbe cancellare PRIMA di effettuare altre visite al tuo sito. La cancellazione dei cookie da parte dell’utente non permette a Google di sapere se in precedenza ha già visitato il sito. Come ben comprendi ciò influenza sia il dato sui tempi d’acquisto, sia il monitoraggio delle fonti del processo d’acquisto. A partire dal 2014, con Universal Analytics, Google mette a disposizione degli strumenti avanzati che permettono di effettuare tali analisi con maggior precisione.

6. Le CONNESSIONI: cosa sono e perché sono INDISPENSABILI

La connessione è il principale “strumento” da utilizzare al fine di gestire, monitorare, favorire il processo decisionale del cliente che, come abbiamo visto fin qui, può essere influenzato da molteplici fattori e durare 1 solo giorno o anche diversi mesi. Cerchiamo dunque di ottimizzare il nostro investimento in traffico, cioè visitatori del nostro sito o profili social, valorizzando gli utenti che per la prima volta entrano in contatto con noi, ma hanno bisogno di più tempo e maggiori informazioni per prendere una decisione.

Esistono diversi tipi di connessioni e di seguito indico le principali:
  • Newsletter/Iscrizione. L’email è morta? Se confrontata con la visibilità attualmente offerta ad esempio dalle pagine Facebook, è decisamente viva. Devi fare il possibile affinché chi visita il tuo sito lasci il proprio indirizzo email. Potrai in seguito adottare una strategia di email marketing al fine di informare, trasmettere fiducia, incentivare l’accesso al sito (e la conversione). Più avanti ti mostreremo alcuni esempi.
  • Profili social. Chi clicca mi piace sulla tua pagina fan, o ti segue su twitter, non fa altro che stabilire una connessione con te e la tua azienda. Chi diventa fan in modo spontaneo, sta mostrando interesse per ciò che fai. Puoi utilizzare la pagina fan per intrattenere conversazioni che trasmettano fiducia e/o favoriscano successivi accessi al sito. Utilizzando una tab personalizzata puoi cercare di stabilire 2 connessioni quasi contemporaneamente. Incentivi infatti i visitatori della pagina a cliccare mi piace (1° connessione) e subito dopo li inviti a lasciare l’email (2° connessione). Si tratta della strategia utilizzata tempo fa da Toyota per il lancio di una delle ultime versioni della Yaris.
  • Google Adwords Retargeting (clicca per saperne di più). Ti è mai capitato di visitare per la prima volta un sito e, dopo averlo abbandonato, vedere su altri siti i banner che fanno riferimento al primo? Forse hai provato la sensazione di “esser seguito”… è esattamente così. Dopo aver visitato per la prima volta il sito, ed aver quindi mostrato interesse, Google stabilisce con te una “connessione” e ti segue per un certo periodo di tempo, continuando a mostrarti dei banner correlati ai siti da te visitati in precedenza. Si tratta di un servizio a pagamento. Come abbiamo visto in precedenza, Google sa molto bene che la conversione può verificarsi durante successive visite al sito.
  • Facebook (ADS) Retargeting. Se hai implementato i plugin di Facebook sul tuo sito, ottimizzandone l’integrazione, avrai in seguito la possibilità di intercettare tramite Facebook ADS chi ha espresso gradimento (cliccato mi piace) per un particolare prodotto o categoria prodotti o ha semplicemente visualizzato una pagina. Potrai anche intercettare solo chi si è iscritto alla newsletter o solo chi è diventato cliente ed ha utilizzato il plugin di Facebook per registrarsi. Puoi fare lo stesso utilizzando i “pubblici personalizzati”.
Per ottenere i maggiori benefici, queste differenti tipologie di connessioni possono esser messe in opera contemporaneamente.

7. La teoria del ConnectionFunnel®

Il ConnectionFunnel® è la nostra personale rielaborazione del Sales Funnel in chiave operativa.

Puoi considerarlo la mappa mentale da cui partire per dar forma alle strategie di promozione online per qualunque tipo di attività tu svolga.

Il nostro intento è fornirti una sorta di sistema da seguire passo passo. Questa è la ricetta base per qualunque pietanza tu desideri preparare. Comprendere fino in fondo la logica del ConnectionFunnel® ti spianerà la strada verso l’individuazione degli strumenti che meglio fanno al caso tuo, senza perderti in inutili frottole da bar o in decine di diversi fornitori ed offerte di cui non intuisci la reale utilità e potenzialità.

Finora abbiamo approfondito questi 3 problemi:
  • Non è chiaro come (davvero) la gente acquista online e in particolare i numerosi fattori che influenzano direttamente o indirettamente le scelte. Capita spesso che chi acquista sul tuo sito, vi acceda direttamente o cercando semplicemente su google il nome del sito stesso. Ciò vuol dire che chi acquista ti conosce già! E’ quindi necessario chiedersi cosa è accaduto prima (online e… offline).
  • L’abbandono. In qualunque sito web, chi acquista (o compie altre azioni) è in netta minoranza rispetto a chi abbandona il sito senza compiere alcuna azione.
  • Dopo quanto tempo la gente acquista? Ovvero quanto tempo passa dalla prima volta che il potenziale cliente ha visitato il nostro sito fino al primo acquisto.
Abbiamo compreso che per cercare di “prendere il controllo” dell’intero processo decisionale del cliente e quindi evitare che chi abbandoni il sito non torni successivamente, per trasmettere fiducia e accompagnare verso la conversione, per massimizzare i ritorni sugli investimenti pubblicitari online e offline, è indispensabile connetterci ai potenziali clienti il prima possibile utilizzando tutti o parte degli strumenti a nostra disposizione.

E’ anche vero che se non INTERCETTIAMO in alcun modo i potenziali clienti, allora questi non visiteranno nè il nostro sito, nè i nostri profili social.

E’ quindi ovvio che le prime fasi del ConnectionFunnel® sono dedicate a intercettare la domanda latente e la domanda consapevole online (e offline).

Nella fase intermedia cerchiamo di stabilire connessioni.

Successivamente gestiamo le connessioni in maniera tale da trasformare parte dei prospect e lead in clienti.

Cosa ha di speciale il ConnectionFunnel®?

Il funnel da noi elaborato ha 4 caratteristiche che riteniamo uniche:
  1. Distinguiamo con cura le strategie e gli strumenti utili ad individuare domanda latente e consapevole.
  2. La connessione con i potenziali clienti come elemento indispensabile della strategia.
  3. Ci preoccupiamo di associare ad ogni fase (o ruolo) gli strumenti più adatti e ti spieghiamo perché e come devono esser utilizzati per portare benefici reali.
  4. Alcuni strumenti, come i motori di ricerca e i social network sono presenti in diverse fasi del funnel ma, in funzione del particolare momento del processo di acquisto, è importante puntualizzare che il medesimo strumento ricopre ruoli differenti e va quindi volta per volta utilizzato in maniera diversa!
Facebook ad esempio può esser utilizzato sia nella fase di intercettazione della domanda latente, in particolare utilizzando le inserzioni Facebook ADS, sia nella fase di “gestione delle connessioni”, cioè quando tentiamo di trasmettere fiducia e informazioni utili ai nostri potenziali clienti.

Google Adwords può essere utilizzato sia nella fase dell intercettazione di domanda latente (dispaly advertising), sia nella fase di intercettazione della domanda consapevole, così come per la gestione delle connessioni, ecc.

Vi prometto che spiegherò al più presto i dettagli del ConnectionFunnel e di come, passo passo, va messo in opera per QUALUNQUE progetto di promozione online.

p.s. se sei arrivato a leggere fin qui sei un eroe! :D … e siamo solo all’inizio!

Alessandro Sportelli (Twitter - Gplus - Linkedin)


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