La Torta, il calo di visibilità delle pagine Facebook e un pizzico di Google 

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Non leggere questo ennesimo articolo riguardo al calo di visibilità delle pagine, poiché contiene solo torte :-)

Sia chiaro! Il fatto che ci sia un calo è evidente. Vorrei ragionare insieme a te sulle possibili cause del calo “improvviso” e del calo “costante nel tempo”.

Scrivo questo articolo solo per chiarire il mio personale punto di vista.

Il calo costante nel tempo non mi interessa poiché l’avevo previsto già nel 2011 e nel frattempo ho modificato in maniera opportuna la strategia dei clienti che seguiamo direttamente. In altre parole, che il calo sia dovuto ad una modifica di un algoritmo piuttosto che all’incremento dei guadagni di Facebook, non me ne può fregar di meno. Non ho quindi alcun interesse a favorire una particolare idea rispetto ad altre.

Cercherò di spiegare la mia idea riferendomi alle TORTE che, nonostante siano identiche per forma e volume, possono esser composte da ingredienti diversi ed essere divise in porzioni di differente grandezza.

1. Gli ingredienti della torta

(Il tipo di contenuto che vedi nella home/newsfeed)

Considera per un attimo la “sezione notizie della tua home/newsfeed di Facebook” come fosse una torta. Anche se in pasticceria vedi torte della stessa forma e volume, ti rendi conto che gli ingredienti sono differenti e di conseguenza il risultato, il sapore/gusto, inevitabilmente è diverso per ognuna.

La sezione notizie di Facebook, in particolare la parte “alta” della sezione notizie che in genere tu vedi, è composta da una certa tipologia di notizie (ingredienti), così come la prima pagina dei risultati per una ricerca su Google (cioè quella che vedi più delle altre) è composta da una certa tipologia di risultati.

Facebook e Google in maniera (ovviamente) differente devono in qualche modo decidere quali ingredienti inserire nella torta (che ti mostrano prima delle altre) perché tu la consideri di buona qualità in base alle tue connessioni (per Facebook) e ricerche (su Google).

Facebook inserisce nella torta le notizie che riguardano persone, pagine e gruppi a cui sei connesso e inserzioni che spesso non hanno nulla a che fare con la tua rete, ma potrebbero esser relative ai tuoi interessi (se gli inserzionisti sanno fare il loro lavoro).



Contenuti pubblicati su pagine che segui, da amici, su gruppi e inserzioni sono gli ingredienti che Facebook inserisce nella torta, cioè la sezione notizie.

Per definire le giuste dosi degli ingredienti, Facebook utilizza un algoritmo il cui obiettivo, a suo dire, è offrire la torta più buona in base ai tuoi gusti.

Questo è un dei motivi per cui quando l’algoritmo cambia, alcuni ingredienti possono esser presenti in quantità inferiore rispetto a prima. Dato che la torta è sempre la stessa, è allo stesso tempo logico pensare che vi siano altri ingredienti presenti invece in quantità superiore.

Al seguente link un annuncio ufficiale che riguarda alcuni cambiamenti: http://newsroom.fb.com/News/768/News-Feed-FYI-Helping-You-Find-More-News-to-Talk-About

Ad esempio, un tempo ormai lontano, nella sezione notizie non erano presenti le inserzioni (un ingrediente in meno per la torta). Quando sono state inserite le inserzioni nella sezione notizie, la torta non ha cambiato né forma né volume, ma ovviamente agli altri ingredienti è stato concesso meno spazio di prima.



Le pagine e i relativi contenuti sono il principale oggetto di promozione tramite Facebook ADS e di conseguenza l’uso delle inserzioni potrebbe crescere col diminuire della visibilità dei contenuti delle pagine.

Facciamo un esempio. Poniamo il caso che ora la torta sia divisa in questo modo:



Se domani Facebook decidesse di render più visibili i post degli amici rispetto a tutto il resto, la torta potrebbe cambiare:



Al crescere della visibilità degli amici potrebbe diminuire la visibilità delle pagine.

Nota Bene: Si tratta di esempi banalissimi, il cui scopo è far comprendere che la visibilità di alcuni tipi di contenuti nella sezione notizie cambia in funzione della visibilità di altri. La torta ha sempre la stessa forma e volume, ma gli ingredienti cambiano.

Dunque se Facebook volesse in breve tempo guadagnare di più dalle inserzioni, potrebbe lasciare invariata la quantità di inserzioni pubblicate nella sezione notizie (per non fare incazzare gli utenti) ed agire unicamente incrementando (solo per esempio) la visibilità dei contenuti di amici e gruppi.

Dato che la torta è sempre la stessa, se persone e/o gruppi godono di maggiore visibilità e la quantità di inserzioni non cambia, è ovvio che è diminuita la visibilità dei contenuti delle pagine. Se in una torta metti più o meno zucchero la differenza si sente… eccome!

Ok, il cambio di algoritmo di Facebook può provocare un calo generalizzato della visibilità dei contenuti pubblicati sulle pagine.

E’ questa l’unica causa del calo di visibilità? NO!

La seconda causa del costante (ormai da anni) calo di visibilità è la SATURAZIONE.

2. Le porzioni della torta e l’effetto Saturazione

(La quantità di contenuti che dovresti “potenzialmente” vedere nella home/newsfeed)

Per intenderci, oggi Facebook scrive:

More connections, more sharing, more competition People are connecting and sharing more than ever. On a given day, when someone visits News Feed, there are an average of 1,500 possible stories we can show. As a result, competition for each News Feed story is increasing. Because the content in News Feed is always changing, and we’re seeing more people sharing more content, Pages will likely see changes in distribution. For many Pages, this includes a decline in organic reach. We expect this trend to continue as the competition for each story remains strong and we focus on quality.


Nel 2011 scrivevo:
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Ne avevo già parlato in tempi non sospetti, ma quando dico qualcosa in tempi non sospetti di solito non frega a nessuno :-). Cosa accadrà il primo giorno di SALDI? Lo sai già perché accade da sempre ogni santa volta. Si creano interminabili file per accedere ad alcuni negozi di abbigliamento. Si creano file perché i capi disponibili in saldo sono presenti in scarsa quantità (o questo vorrebbero farti credere…). Tale scarsità assume valore agli occhi di chi è disposto a farsi qualche ora di fila per un paio di scarpe.

L’attenzione degli utenti iscritti a Facebook è naturalmente scarsa, non di certo illimitata. La gente può esser attratta da un numero limitato di interessi, oggetti, fatti, persone, etc.

L’attenzione di chi è fan di 10 pagine è la stessa di chi è connesso a 1000 pagine. Comprendi quindi che man mano che le pagine a cui gli utenti sono connessi aumentano, l’attenzione, in quanto risorsa limitata, sarà sempre più frammentata. L’attenzione della gente non può esser moltiplicata come i pani e i pesci.

Se vuoi suddividere una torta in 10 pezzi otterrai delle gran belle porzioni. Se vuoi suddividere la stessa torta in 1000 pezzi otterrai delle porzioni minuscole.

Anche la homepage soffre dello stesso problema. La homepage di Facebook è un contenitore in cui con una certa frequenza (che dipende anche dal numero di connessioni dell’utente) vengono pubblicati dei contenuti. La homepage è come fosse un secchio che si svuota e si riempie. Se il secchio si svuota e si riempie con la giusta velocità potrai evitare di sprecare acqua ed utilizzarla tutta per bere e lavarti. Se il secchio si svuota e riempie troppo velocemente gran parte dell’acqua sarà “sprecata”.

Allo stesso modo se sei connesso a poche persone e pagine, probabilmente visualizzerai gran parte dei contenuti da esse pubblicati, ma se sei connesso a migliaia di pagine e persone inevitabilmente perderai gran parte dei contenuti pubblicati. La tua homepage e la tua attenzione sono limitate.

Negli ultimi mesi è incrementato sia il numero di iscritti a Facebook sia il numero di pagine fan create dalle aziende. Man mano aumenta anche la consapevolezza che la pagina fan per funzionare non può esser abbandonata a se stessa, ma deve produrre contenuti ed interazione. Se il numero di pagine fan incrementa ed aumenta anche il numero di fan ad esse connessi, aumenta anche il numero di contenuti presenti nelle homepage e diminuisce il “tempo di pubblicazione”. Il secchio si svuota e si riempie molto più velocemente rispetto a prima, creando una sorta di effetto saturazione.

Potremmo quindi ipotizzare che le probabilità che i contenuti delle nostre pagine siano effettivamente visti dagli utenti diminuiscono con l’aumentare delle connessioni con altre persone e pagine fan.

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Da ciò comprendi che ci troviamo di fronte ad un PROCESSO IRREVERSIBILE.

Riassumendo: da cosa può dipendere il calo?

IL CALO IMPROVVISO può dipendere da una modifica dell’algoritmo di Facebook che definisce quali e quanti contenuti mostrare agli utenti nella sezione notizie.

A questo si aggiunge un CALO COSTANTE (ormai da anni) e IRREVERSIBILE, dovuto al naturale incremento delle connessioni del grafo sociale di Facebook. Le connessioni aumentano e di conseguenza la quantità di contenuti potenzialmente visualizzabili, ma l’attenzione della gente teoricamente rimane invariata, così come il tempo che passa su Facebook.



Calerà anche la visibilità dei contenuti promossi con Facebook ADS?

Nel gruppo che gestiamo, Giuseppe Brambilla scrive:

Sia ben chiaro a tutti gli addetti del settore. Su Facebook anche pagando e sponsorizzando e promuovendo ecc... l'interazione con i post è in calo di un 35%, i like idem... (notato su 25 pagine che gestisco), quindi anche chi paga è stato danneggiato.

La mia risposta:

Un tempo su Google era molto più facile posizionarsi tra i risultati organici. La concorrenza era 100 volte inferiore rispetto a oggi. Nonostante i siti in concorrenza per determinate parole siano aumentati ogni giorno per anni, la gente come sappiamo, vede solo le prime (o la prima) pagina di Google. Quindi gli annunci adwords sono diventati indispensabili. Col tempo però la crescita non si ferma ed anche nella aste per gli annunci incrementa la concorrenza e quindi il valore economico e percepito. Gli annunci adwords si pagano molto più di un tempo per la medesima porzione di visibilità. Il contenitore è sempre lo stesso. Su Facebook, a mio modestissimo parere, sta accadendo esattamente la stessa cosa, con le dovute OVVIE differenze. Ripeto, con questo così come voi, confermo il calo di visibilità sia nei risultati organici sia degli ADS su alcuni specifici bacini di utenza (a parità di investimento).

Calerà anche la visibilità dei contenuti promossi con Facebook ADS? La risposta è: a parità di investimento, ovviamente SI.

Sia Adwords che Facebook ADS sono sistemi d’asta. Ad un’asta il medesimo oggetto può esser venduto a prezzi differenti anche in funzione del numero di partecipanti.

Ok allora passiamo tutti su Twitter e Google+!

Studiare e testare gli altri “social” è utile ed opportuno. Credere che gli altri social non soffriranno di problemi simili potrebbe significare illudersi.

Anche se in maniera un po’ diversa, sia twitter sia Google+ (in particolare le “pagine” di Google+) potrebbero soffrire del problema saturazione. Sempre più gente col tempo “accerchierà” sempre più pagine, frammentando quindi la propria “attenzione”. Se i miei follower su twitter seguono altre mille persone/aziende la visibilità dei miei contenuti ne risentirà.

Come per Facebook, quantità, tipologia e frequenza dei contenuti su Google Plus è definita da un algoritmo che si occuperà di suddividere la torta nella maniera più corretta (per chi?).

Non per niente sia twitter (già da tempo) sia Google+ si stanno dotando di un sistema di inserzioni interno. Nessuno di questi signori ha intenzione di fare beneficenza :-).

Quindi?

Anche se ci accorgiamo più facilmente dei cali improvvisi dovuti alle modifiche dell'algoritmo di Facebook, dobbiamo tenere presente che il calo di visibilità costante è inarrestabile e che comunque, purtroppo, la visibilità dei contenuti delle singole pagine fan (così come di amici e gruppi) col tempo diminuirà.

Lamentarsi è certamente un buon modo per sfogare la rabbia, ma non serve a nulla.
Ciò che invece serve è individuare i metodi che non ci rendano schiavi di Facebook, specie per quel che riguarda il traffico verso il nostro sito.

Uno dei metodi è la lead generation (utilizzando ad esempio Facebook ADS e tab o landing page o finestre modali). Tramite email è ancora facile ed abbastanza economico contattare tutti coloro i quali sono interessati a ciò che abbiamo da dire.

A presto e in bocca al lupo!
Alessandro



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